Overblog Tutti i blog Blog migliori Musica e intrattenimento
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
leonardo metalli  metallidetector

Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv

Pubblicità

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rognoni/unidea-da-bocciare-il-bollino-blu-per-i-programmi-rai-di-

UN’ IDEA DA BOCCIARE: IL BOLLINO BLU PER I PROGRAMMI RAI DI
SERVIZIO PUBBLICO! di C.ROGNONI
A pensar male si fa peccato... e chi ha letto con attenzione il nuovo Contratto di servizio per la Rai rischia
davvero di passare per un peccatore.
Eh si, perché evidentemente Antonio Catricalà, viceministro alle Comunicazioni, ama le provocazioni. Sia
verso la Rai sia nei confronti del parlamento. Lui, infatti, continua a pensare che la prossima concessione
del servizio pubblico vada comunque messa a gara. In più occasioni ha dichiarato che lo impone l'Europa,
che la concessione scade e che il giorno dopo la scadenza (6 maggio 2016) la Rai è senza titolo abilitativo
(quindi con rischi anche penali in ipotesi di prosecuzione abusiva dell'attività). E ha aggiunto: non è
detto che debba o possa essere solo la Rai a espletare il servizio pubblico radiotelevisivo. Se queste
dichiarazioni servono ad aprire un dibattito nel Paese sul futuro del servizio pubblico, ben vengano. E
tuttavia il dubbio che il vice ministro si accontenti solo di stimolare una discussione approfondita e seria -
e non invece adombrare l'ipotesi di una privatizzazione - resta.
E' vero, infatti, che molte sue dichiarazioni sono state attenuate proprio davanti alla Commissione di Vigilanza, ma
è anche vero che ha pensato bene di riaffermarle, sia pure in maniera criptica, proprio nel Contratto di servizio
2013 - 2015, ora all'esame dei 40 commissari della Vigilanza.
Riconfermando all'articolo 24 che il Contratto di servizio perde in ogni caso vigore il giorno dopo il 6 maggio 2016,
vuole ribadire che dopo tale data il ministero considera esaurita la concessione Rai? Peccato che così facendo il
ministero si arroga un potere che non ha e che è stato demandato alla legge. Perché la legge attuale, la pessima
Gasparri, non parla mai di scadenza della concessione, bensì di durata dell'affidamento, con termine ordinatorio,
legato ovviamente a modifiche successive che solo una nuova legge può approvare. Non il governo, il parlamento!
A qualcuno potrebbe venire in mente che Catricalà voglia privatizzare la Rai, senza volerlo dichiarare? E' evidente
che se dovesse vincere la gara un privato, infatti, non resterebbe che dismettere la partecipazione del Tesoro in
Rai. Insomma il viceministro farebbe bene a precisare che la sua è una provocazione a fin di bene, uno stimolo per
la Rai a cambiare in meglio e per i partiti a legiferare.
Ci sono in particolare due azioni - previste da Catricalà e scritte nel Contratto di servizio - che fanno pensare male.
La prima - all'articolo 23 - parla di una consultazione pubblica, tipico strumento delle authorities per preparare una
gara. E infatti c'è proprio chi giustifica questo articolo come la dichiarata intenzione di procedere alla messa a gara
della concessione di servizio pubblico. E anche in questo caso Catricalà farebbe bene a togliere ogni dubbio
specificando magari che la consultazione pubblica serve solo a stimolare il dibattito nel Paese sul tipo di missione
che la Rai dovrà avere nel mondo digitale, dell'audiovisivo.
La seconda azione è decisamente più preoccupante: con un'affermazione di principio - che qualcuno considera
contraria alla legge e alle fonti comunitarie - si stabilisce nel nuovo Contratto di servizio che il perimetro del servizio
pubblico non corrisponde più, come da sempre, alla complessiva programmazione della concessionaria, ma da ora
in poi esclusivamente ai programmi dei generi cosiddetti predeterminati, elencati all'articolo 6. E peccato che ci si
sia dimenticati di parlare dei programmi di intrattenimento! Forse che il principio fissato dal fondatore della Bbc - e
sempre valido - secondo il quale il servizio pubblico offre "informazione, educazione, intrattenimento" non vale più
per la Rai? O non vale per Catricalà? Ballando sotto le stelle, un format comprato dalla Bbc non è servizio
pubblico?
Con l'indicazione dei "generi predeterminati" si intendono quelli finanziati solo dal canone. E il Contratto prevede
che siano segnalati al telespettatore "all'inizio, alla fine o nel corso di ciascuna trasmissione". E' simile alla vecchia
idea del bollino blu. Ve la ricordate? Fu una proposta di Giovanni Minoli, finita nel nulla, nata negli anni in cui
infuriava la polemica sulla Rai che - si diceva - per vendere pubblicità si piegava a trasmettere programmi
chiaramente commerciali, più adatti a una tv privata che a una tv pubblica. Ora è evidente che questo tipo di
segnalazione ha due effetti: porta a pensare anche al più ben disposto telespettatore che ci sono pezzi del
palinsesto Rai che potrebbe benissimo fare una tv privata. E allora perché non privatizzare la Rai del tutto? E può
spingere gli stessi dirigenti della Rai ad abusare di quei programmi che - gestiti in un certo modo trash - poco
hanno a che fare con il servizio pubblico, pur di raccogliere più pubblicità.
Ma che bisogno c'è di infilarsi in un sistema così controverso e foriero di aspre polemiche se non per ragioni
demagogiche? Forse che Catricalà vuol passare alla storia - si fa per dire - come l'uomo che ha salvato l'essenza
del servizio pubblico? Oppure molto più banalmente e pericolosamente vuole creare i presupposti per facilitare,
incoraggiare e accelerare il processo di privatizzazione?
Ed ecco che nell'articolo del Contratto dedicato al canone si dà potere al ministero di calibrare il canone sul grado
di adempimento e sul volume di servizio pubblico, non più, come dice la legge, in relazione ai costi complessivi
(dunque senza distinzione) della programmazione. E' come se chi ha varato questo Contratto non sapesse che già
oggi la Rai è tenuta per legge - e come chiede l'Europa - a presentare ogni anno all'Agcom una contabilità
separata. Da una parte i programmi finanziati dal canone, dall'altra quelli che si mantengono grazie alla pubblicità.
Da quel che mi ricordo, qualche anno fa - e oggi non è cambiato molto - tra i 200 e i 300 milioni di euro raccolti
dalla pubblicità servono a regolare i conti di programmi che sono chiaramente di servizio pubblico. Insomma è
ampiamente dimostrato che con il solo canone molti programmi - anche di informazione - non potrebbero andare in
onda.
E poi perché non si prevede nessun piano di investimenti? Lo si fa per ogni concessionaria (vedi le autostrade). E il
concedente (lo Stato) deve garantire il finanziamento degli investimenti in parte con il recupero dell'evasione del
canone. Se si inizia a parlarne nel Contratto, si può successivamente creare un comma in qualche decreto del fare.
Insomma un Contratto di servizio senza obbligo di un piano di investimenti rasenta il ridicolo e non serve a molto.
E allora? C'è da sperare che la commissione di Vigilanza usi il dibattito sul Contratto di servizio per fare un po' di
politica. Potrebbe, per esempio, cominciare a ritagliarsi il tempo per ascoltare i produttori di cinema, di spettacolo,
di sport, i gestori di piattaforme, i sindacati. Deve diventare un'occasione per far decollare un dibattito sinora
rimasto confinato tra uffici legali aziendali e burocrazie ministeriali. Serve più che mai oggi coinvolgere i soggetti
sociali e i settori industriali interessati nella ridefinizione dei compiti di un servizio pubblico per i prossimi decenni.
Non dimenticando che questo è l'ultimo contratto di servizio prima del rinnovo della Convenzione con lo Stato per
la concessione del servizio pubblico. E' il momento di prefigurare quei cambiamenti culturali e strutturali necessari
per fare della Rai non un semplice broadcaster ma una grande Media company.
huffingtonpost di C.Rognoni 10/10/13
fonte:http://www.huffingtonpost.it/carlo-rognoni/unidea-da-bocciare-il-bollino-blu-per-i-programmi-rai-di-serviziopubblico_
b_4068427.html

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post