Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv
12 Aprile 2013
Il giornalista inviato della Rai Leonardo Metalli è uscito allo scoperto insieme ad un gruppo di colleghi di viale Mazzini con cui organizza iniziative «a salvaguardia dell'azienda, contro l'invasione della politica». Negli stessi giorni in cui Grillo è tornato ad attaccare la Rai chiedendone il ridimensionamento e la vendita di due canali su tre, Metalli utilizza Forum del Movimento per lanciare una proposta di legge che, nelle sue intenzioni, può ovviare al calo di popolarità dell'azienda: l'idea è creare una rete wifi gratuita che parta dalla Rai e serva l'Italia intera.
«Si può fare – ci spiega il il giornalista – sfruttando la struttura Rai Way che distribuisce il segnale in tutta Italia tramite i 2.200 ponti di cui dispone». Dunque, la parte più costosa c'è già, dato che i ripetitori sono disseminati lungo lo Stivale e appartengono all'azienda radiotv, «che li cede in affitto anche a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza».
«Parlando con gli ingegneri e studiando i progetti, abbiamo appurato che si può far girare il wifi in tutta Italia» prosegue Metalli. E c'è un piano anche per il capitolo delle spese: «con un contributo statale e un canone non più oneroso di quello attuale potremmo dare due servizi al cittadino abbonato: uno televisivo e uno di collegamento internet wifi». Senza dimenticare l'opzione della pubblicità online, «per abbattere ulteriormente i costi del sistema».
Il progetto, rilanciato da Oliviero Beha, sta facendo il giro del web ed è approdato sul tavolo dell'Usigrai, sindacato dei giornalisti di Viale Mazzini, che lo ha fatto proprio in una forma simile. Metalli non nasconde la soddisfazione, anche se ribadisce: «Fino ad oggi queste ricette sono state chiuse in un cassetto perché davano fastidio alle compagnie telefoniche». D'altronde, rivendica l'inviato del Tg1, «con i mezzi di Rai Way, l'azienda potrebbe addirittura mettersi a fare la telefonia grazie alle proprie torri, ma non è questa la ragione sociale per cui opera».
A sentire i suoi estensori, il progetto del Wifi costituirebbe un prolungamento della mission Rai, poiché «oggi il web è la massima espressione della comunicazione e il digitale terrestre è solo una piattaforma di passaggio, il punto d'arrivo è la Rete». Se ci saranno sviluppi non è dato saperlo, al momento la proposta riscuote consensi tra gli internauti, mentre Metalli comincia a sognare: «invece di Tim o Vodafone, sui nostri telefonini potrebbe apparire il logo Rai. Saremmo i primi in Europa a fare una rivoluzione culturale col wifi di Stato».
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