Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv
15 Dicembre 2012
C'è una storia che parte dalla costa ovest della Sicilia e arriva su quella est dell'America, in Louisiana. Ed è la storia di migliaia di coloni italiani, che agli inizi del xix secolo si imbarcavano (per lo più da Palermo) alla volta dell'America, per rispondere all'invito del Presidente Jefferson di colonizzare i territori della Louisiana appena annessi agli Stati Uniti, dopo un secolo di dominio francese.
Quello fu il viaggio di tanti italiani, tra i quali una famiglia di Salaparuta, in provincia di Trapani, la famiglia La Rocca, che senza saperlo avrebbe dato un contributo fondamentale alla fondazione di un nuovo genere musicale: il jazz. Il contributo del "sicilian rag time", come viene chiamato nelle fonti dell'epoca, fu fondamentale alla nascita del genere musicale che si sviluppò agli inizi del Novecento sul delta del Mississippi, e avrebbe cambiato il modo di suonare( e di mangiare) a New Orleans come nel resto del mondo.
Per studiare il fondamentale contributo dei musicisti siciliani all'invenzione del jazz, è nato nel 1993 a Salaparuta (Trapani) il Centro Studi Nick La Rocca, associazione che prende il nome da Domenico-Nick La Rocca, cornettista e fondatore della "Original Dixieland Jass Band", quintetto che nel 1917 incise il primo disco di musica jazz della storia: "Livery Stable Blues", scritta da Ray Lopez e Alcide Nunez. Perfino il grande Louis Armostrong nella sua autobiografia cita tra i suoi ispiratori Nick La Rocca e i membri della Original Dixieland Jass -- in seguito diventata "jazz" -- Band.
Tutte le attività del Centro Studi sono incentrate sulla diffusione dell'attività di Nick La Rocca, Tony Sbarbaro, e dei loro seguaci (Louis Prima, Leon Roppolo, ecc.). Tra queste, il "Sicilian Festival of Traditional Jazz and Swing", che si è tenuto a Trapani il 18 e 19 agosto. Il festival, giunto alla terza edizione e unico nel suo genere in Italia, è stato presentato da Renzo Arbore, che ha sposato totalmente la causa del Centro Nick La Rocca, e da Max Paiella. Sul palco del Teatro di Stefano di Trapani si sono succeduti i migliori musicisti di jazz tradizionale e di swing provenienti da tutta la Sicilia, per ripercorrere la storia del jazz delle origini.
Tra i musicisti, Paolo Belli, Lino Patruno, David Hansen e tanti altri. In occasione delle due serate, Renzo Arbore ha anche presentato un video-documentario, girato dal compianto Riccardo Di Blasi, con il contributo del giornalista del TG1 Leonardo Metalli, che ricostruisce l'affascinante storia delle origini siciliane del jazz, con testimonianze e interviste ai protagonisti, tra cui il figlio di Nick, Jimmy La Rocca, che si è esibito dal vivo a Trapani. Consegnato, la sera del 19, anche il Premio Internazionale "Nick La Rocca" alla "Drepanum Dixie Band", simpaticissimo gruppo trapanese che si è esibito in uno scatenato "That's a plenty", dimostrando una gran tecnica, senso della musica, e una speciale quanto rara dedizione al dixieland.
C'è una storia che parte dalla costa ovest della Sicilia e arriva su quella est dell'America, in Louisiana. Ed è la storia di migliaia di coloni italiani, che agli inizi del xix secolo si imbarcavano (per lo più da Palermo) alla volta dell'America, per rispondere all'invito del Presidente Jefferson di colonizzare i territori della Louisiana appena annessi agli Stati Uniti, dopo un secolo di dominio francese. Quello fu il viaggio di tanti italiani, tra i quali una famiglia di Salaparuta, in provincia di Trapani, la famiglia La Rocca, che senza saperlo avrebbe dato un contributo fondamentale alla fondazione di un nuovo genere musicale: il jazz. Il contributo del "sicilian rag time", come viene chiamato nelle fonti dell'epoca, fu fondamentale alla nascita del genere musicale che si sviluppò agli inizi del Novecento sul delta del Mississippi, e avrebbe cambiato il modo di suonare( e di mangiare) a New Orleans come nel resto del mondo. Per studiare il fondamentale contributo dei musicisti siciliani all'invenzione del jazz, è nato nel 1993 a Salaparuta (Trapani) il Centro Studi Nick La Rocca, associazione che prende il nome da Domenico-Nick La Rocca, cornettista e fondatore della "Original Dixieland Jass Band", quintetto che nel 1917 incise il primo disco di musica jazz della storia: "Livery Stable Blues", scritta da Ray Lopez e Alcide Nunez. Perfino il grande Louis Armostrong nella sua autobiografia cita tra i suoi ispiratori Nick La Rocca e i membri della Original Dixieland Jass -- in seguito diventata "jazz" -- Band. Tutte le attività del Centro Studi sono incentrate sulla diffusione dell'attività di Nick La Rocca, Tony Sbarbaro, e dei loro seguaci (Louis Prima, Leon Roppolo, ecc.). Tra queste, il "Sicilian Festival of Traditional Jazz and Swing", che si è tenuto a Trapani il 18 e 19 agosto. Il festival, giunto alla terza edizione e unico nel suo genere in Italia, è stato presentato da Renzo Arbore, che ha sposato totalmente la causa del Centro Nick La Rocca, e da Max Paiella. Sul palco del Teatro di Stefano di Trapani si sono succeduti i migliori musicisti di jazz tradizionale e di swing provenienti da tutta la Sicilia, per ripercorrere la storia del jazz delle origini. Tra i musicisti, Paolo Belli, Lino Patruno, David Hansen e tanti altri. In occasione delle due serate, Renzo Arbore ha anche presentato un video-documentario, girato dal compianto Riccardo Di Blasi, con il contributo del giornalista del TG1 Leonardo Metalli, che ricostruisce l'affascinante storia delle origini siciliane del jazz, con testimonianze e interviste ai protagonisti, tra cui il figlio di Nick, Jimmy La Rocca, che si è esibito dal vivo a Trapani. Consegnato, la sera del 19, anche il Premio Internazionale "Nick La Rocca" alla "Drepanum Dixie Band", simpaticissimo gruppo trapanese che si è esibito in uno scatenato "That's a plenty", dimostrando una gran tecnica, senso della musica, e una speciale quanto rara dedizione al dixieland.