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21 Agosto 2015
Casamonica, sospesa la licenza all'elicotterista. Il Parroco: "Rifarei quel funerale"
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Non si placano le polemiche sul funerale-show del boss Vittorio Casamonica. Anche l'Enac è intervenuta sospendendo, in via cautelativa, la licenza del pilota dell'elicottero che ieri ha sorvolato la chiesa lanciando petali di rosa. "Non è stata data alcuna autorizzazione al volo o al sorvolo della città di Roma" dichiara l'ente nazionale dell'aviazione civile. Da una prima ricostruzione dei fatti - spiega l'Enac - il volo è stato effettuato da un privato che è decollato dall'elisuperficie di Terzigno, in provincia di Napoli, con destinazione l'elisuperficie Romanina. In arrivo su Roma ha chiesto alla torre controllo l'autorizzazione all'attraversamento dello spazio aereo controllato, effettuando successivamente una deviazione su Roma a quota inferiore alla minima che, sulla città, non può essere meno di 1.000 piedi, ovvero circa 330 metri.
Parroco: "Rifarei quel funerale"
Al centro della bufera il parroco della chiesa Don Bosco, don Giancarlo Manieri. "Rifarei il funerale di Vittorio Casamonica? Probabilmente sì, faccio il mio mestiere" ha dichiarato a SkyTg24. "Io qui ho fatto il prete, non spettava a me bloccare un funerale. La chiesa può dire no a un funerale? - continua - Ecco, questo è un problema. Le scomuniche del Papa ai mafiosi? Bisogna chiederlo in alto, non a me". Si difende :"A me hanno fatto solo vedere un foglietto che diceva che era un cattolico praticante e che lasciava moglie e figli. Di tutto l'ambaradam che c'era fuori non sapevo nulla perché ero già 'apparato' per la funzione".
Gabrielli: "Roma non è convivente"
È accaduta una "cosa grave", sono stati fatti errori ma Roma "non è connivente". Il Prefetto Franco Gabrielli ammette inefficienze e lacune dell'apparato di sicurezza, ma accusa un'eccessiva amplificazione mediatica per il caso del funerale di Casamonica. Gabrielli difende Roma: "Non è corretto parlare di una criticità riferita al luogo" dice intervistato da Famiglia Cristiana. Parla di tre errori e tre cause: "Il funerale è stato celebrato in un quartiere diverso da quello di appartenenza del boss. Il periodo ferragostano ha generato un allentamento delle difese immunitarie anche in campo sociale. Infine, ed è una nostra mancanza, l'apparato di sicurezza non ha saputo cogliere igiusti segnali di quel che sarebbe successo".
"Nessuna informazione del funerale"
Poi sull'autorizzazione: "Solo il Questore poteva dare prescrizioni sulla cerimonia, qualora ci fossero stati i presupposti di legge. Ma né sul tavolo del Questore né sul mio è arrivata nessuna segnalazione in tempo utile. Quanto all'elicottero dal quale sono stati lanciati petali di rosa, "era un velivolo ultraleggero. Sorvolava una zona della città non soggetta a restrizioni. Comunque sono in corso accertamenti per verificare la correttezza del sorvolo".
Sabella: "Si doveva e poteva evitare"
"Certamente si poteva e si doveva evitare. Se non si è evitato è perche' Roma non ha ancora gli anticorpi necessari per comprendere e prevenire cose di questo tipo: l'esistenza della mafia è stata negata fino a pochissimo tempo fa". Così commenta l'assessore alla legalità di Roma Alfonso Sabella.