Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv
25 Luglio 2014
Inedito e censurato dal Governo Americano il docufilm di Woody Allen Men of Crises. Woody Allen era agli inizi nel 1971. La cosa non piacque alla politica degli Stati Uniti. Come per la stragrande maggioranza dei cineasti o degli scrittori che si rispettano, anche dai cassetti di Woody Allen ha fatto capolino l’inedito, sotto forma di un cortometraggio realizzato per l’emittente televisiva pubblica PBS e che non fu mai trasmesso né distribuito nelle sale. Erano gli anni disastrosi della presidenza Nixon, ingloriosamente conclusi con il Watergate, il più grande scandalo politico dell’America del dopoguerra. Di quegli anni – a parte un’intera biblioteca – si ricordano la celebre intervista di David Frost a un Nixon sudato, irrequieto, palesemente a disagio e, a dimissioni ormai rassegnate, il film di Oliver Stone Gli intrighi del potere, amaro ritratto di un uomo sconfitto e tormentato dai suoi fantasmi in un’atmosfera allucinata e decadente. Woody Allen non era ancora famosissimo. Aveva da poco girato Corri i soldi e scappa e, prima di affermarsi come attore nel film Provaci ancora Sam, tratto da un suo lavoro teatrale e diretto per lo schermo da Herbert Ross, ricevette dalla PBS una proposta allettante: girare un docu-film sul presidente Nixon. Woody Allen confezionò un piccolo gioiello a metà strada tra la fiction e il “finto” documentario. Il cortometraggio si intitolava Men of crisis: The Harvey Wallinger Story.
Inedito e censurato dal Governo Americano il docufilm di Woody Allen Men of Crises. Woody Allen era agli inizi nel 1971. La cosa non piacque alla politica degli Stati Uniti. Come per la stragrande maggioranza dei cineasti o degli scrittori che si rispettano, anche dai cassetti di Woody Allen ha fatto capolino l’inedito, sotto forma di un cortometraggio realizzato per l’emittente televisiva pubblica PBS e che non fu mai trasmesso né distribuito nelle sale. Erano gli anni disastrosi della presidenza Nixon, ingloriosamente conclusi con il Watergate, il più grande scandalo politico dell’America del dopoguerra. Di quegli anni – a parte un’intera biblioteca – si ricordano la celebre intervista di David Frost a un Nixon sudato, irrequieto, palesemente a disagio e, a dimissioni ormai rassegnate, il film di Oliver Stone Gli intrighi del potere, amaro ritratto di un uomo sconfitto e tormentato dai suoi fantasmi in un’atmosfera allucinata e decadente. Woody Allen non era ancora famosissimo. Aveva da poco girato Corri i soldi e scappa e, prima di affermarsi come attore nel film Provaci ancora Sam, tratto da un suo lavoro teatrale e diretto per lo schermo da Herbert Ross, ricevette dalla PBS una proposta allettante: girare un docu-film sul presidente Nixon. Woody Allen confezionò un piccolo gioiello a metà strada tra la fiction e il “finto” documentario. Il cortometraggio si intitolava Men of crisis: The Harvey Wallinger Story.