Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv
7 Giugno 2014
GIORNALISTI IN MOVIMENTO: L'11 GIUGNO SCIOPERIAMO CON CGIL-UIL E UGL E CON LAVORATORI DEI TITOLI DI CODA, CONTRO I PRIVILEGI E CONTRO IL DECRETO RENZI CHE VULNERA IL SERVIZIO PUBBLICO, DI FATTO SVENDE LA RAI AI PRIVATI E METTE A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO
"L'indecorosa marcia indietro dell'Usigrai sullo sciopero dei giornalisti Rai contro il decreto/balzello varato dal governo Renzi, è penalizzante per l'intera categoria oltre che per l'Azienda". Lo si legge in una nota di Giornalisti in movimento, componente di Stampa romana e attiva all'interno della Rai, che annuncia di aderire allo sciopero indetto da:
SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
UILCOM--UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
UGL -- Telecomunicazioni Unione Generale Lavoro --
SNATER Sindacato Nazionale Autonomo Telecomunicazioni e Radiotelevisioni
LIBERSIND. CONF. SAL Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori
"Noi hanno detto Fabrizio de Jorio e Leonardo Metalli - Giornalisti in movimento - stiamo con il popolo dei titoli di coda e per questo, insieme agli altri sindacati, siamo pronti ad una vera riforma della Rai, ma non prima che venga riformato l'intero sistema radiotelevisivo italiano, anche per evitare che una riforma della Rai posso avvantaggiare i privati. Un iter legislativo complesso che non si esaurisce in 60 giorni, come dice avventatamente l'Usigrai".
Usigrai e giornalisti Rai che non scioperano, si assumeranno la responsabilità di aver "trattato" con il governo in particolare con il sottosegretario Giacomelli la resa in cambio di vane quanto aleatorie promesse che di fatto vulnerano il principio stesso del servizio pubblico e prendono in giro anche i lavoratori stessi". Basta pensare che la politica e tutti i governi degli ultimi 50 anni- dopo aver militarmente occupato, usato e munto la Rai a piacimento, nominando direttori, vicedirettori e tutte le figure apicali nei Tg nelle reti, aumentando a dismisura i dirigenti dell'Azienda fino a 600 e i consulenti esterni fino a 30/35mila- oggi chiede un balzello di 150 milioni, imponendo perfino come reperirli e cioè vendendo l'asset strategico della Rai, Raiway! Pochi sanno che vendendo una quota, anche di minoranza, di Raiway si vende di fatto il patrimonio accumulato negli anni, fatto dai ponti e tralicci disseminati sul territorio italiano, circa 2300, di cui una cinquantina alti fino a 50 metri, che trasmettono il segnale radiotelevisivo e potrebbero anche trasmettere quelli internet e telefonico. Ed ecco la proposta che "Giornalisti in movimento" ha fatto durante l'assemblea del 3 giugno a Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil): "visto che Raiway ha sia il know how, sia le strutture sul territorio e considerato che il progetto studiato anni fa dal Centro ricerche Rai di Torino e rielaborato recentemente da ingegneri delle telecomunicazioni per la nostra componente, prevede che la Rai di fatto competere sul mercato meglio di un gestore di telecomunicazioni e quindi può erogare il segnale internet a banda larga per tutti gli abbonati che pagano il canone". Perché vendere un asset che in realtà consente alla Rai di erogare un servizio pubblico utile ed anzi essenziale per la democrazia e per lo sviluppo della società e del business in tutti i campi?". La nota conclude: "Per questo l'11 giugno saremo al fianco dei colleghi e delle colleghe, lavoratori della Rai, indipendentemente dalla categoria perché il futuro dell'Azienda non venga svenduto ad interessi politici che hanno banchettato con il servizio pubblico, al quale ora chiedono fondi per finanziare se stessi!"
Ps: Vista la disinformazione totale, artatamente messa in atto da chi vuole sabotare lo sciopero, ricordo che i giornalisti che desiderano scioperare l'11 giugno possono farlo anche se le sigle sindacali che li "rappresentano" non aderiscono. Lo sciopero è un diritto costituzionale e come tale è protetto. Pertanto è sufficiente comunicarlo per tempo alla segreteria di redazione.
GIORNALISTI IN MOVIMENTO: L'11 GIUGNO SCIOPERIAMO CON CGIL-UIL E UGL E CON LAVORATORI DEI TITOLI DI CODA, CONTRO I PRIVILEGI E CONTRO IL DECRETO RENZI CHE VULNERA IL SERVIZIO PUBBLICO, DI FATTO SVENDE LA RAI AI PRIVATI E METTE A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO "L'indecorosa marcia indietro dell'Usigrai sullo sciopero dei giornalisti Rai contro il decreto/balzello varato dal governo Renzi, è penalizzante per l'intera categoria oltre che per l'Azienda". Lo si legge in una nota di Giornalisti in movimento, componente di Stampa romana e attiva all'interno della Rai, che annuncia di aderire allo sciopero indetto da: SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione UILCOM--UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione UGL -- Telecomunicazioni Unione Generale Lavoro -- SNATER Sindacato Nazionale Autonomo Telecomunicazioni e Radiotelevisioni LIBERSIND. CONF. SAL Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori "Noi hanno detto Fabrizio de Jorio e Leonardo Metalli - Giornalisti in movimento - stiamo con il popolo dei titoli di coda e per questo, insieme agli altri sindacati, siamo pronti ad una vera riforma della Rai, ma non prima che venga riformato l'intero sistema radiotelevisivo italiano, anche per evitare che una riforma della Rai posso avvantaggiare i privati. Un iter legislativo complesso che non si esaurisce in 60 giorni, come dice avventatamente l'Usigrai". Usigrai e giornalisti Rai che non scioperano, si assumeranno la responsabilità di aver "trattato" con il governo in particolare con il sottosegretario Giacomelli la resa in cambio di vane quanto aleatorie promesse che di fatto vulnerano il principio stesso del servizio pubblico e prendono in giro anche i lavoratori stessi". Basta pensare che la politica e tutti i governi degli ultimi 50 anni- dopo aver militarmente occupato, usato e munto la Rai a piacimento, nominando direttori, vicedirettori e tutte le figure apicali nei Tg nelle reti, aumentando a dismisura i dirigenti dell'Azienda fino a 600 e i consulenti esterni fino a 30/35mila- oggi chiede un balzello di 150 milioni, imponendo perfino come reperirli e cioè vendendo l'asset strategico della Rai, Raiway! Pochi sanno che vendendo una quota, anche di minoranza, di Raiway si vende di fatto il patrimonio accumulato negli anni, fatto dai ponti e tralicci disseminati sul territorio italiano, circa 2300, di cui una cinquantina alti fino a 50 metri, che trasmettono il segnale radiotelevisivo e potrebbero anche trasmettere quelli internet e telefonico. Ed ecco la proposta che "Giornalisti in movimento" ha fatto durante l'assemblea del 3 giugno a Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil): "visto che Raiway ha sia il know how, sia le strutture sul territorio e considerato che il progetto studiato anni fa dal Centro ricerche Rai di Torino e rielaborato recentemente da ingegneri delle telecomunicazioni per la nostra componente, prevede che la Rai di fatto competere sul mercato meglio di un gestore di telecomunicazioni e quindi può erogare il segnale internet a banda larga per tutti gli abbonati che pagano il canone". Perché vendere un asset che in realtà consente alla Rai di erogare un servizio pubblico utile ed anzi essenziale per la democrazia e per lo sviluppo della società e del business in tutti i campi?". La nota conclude: "Per questo l'11 giugno saremo al fianco dei colleghi e delle colleghe, lavoratori della Rai, indipendentemente dalla categoria perché il futuro dell'Azienda non venga svenduto ad interessi politici che hanno banchettato con il servizio pubblico, al quale ora chiedono fondi per finanziare se stessi!" Ps: Vista la disinformazione totale, artatamente messa in atto da chi vuole sabotare lo sciopero, ricordo che i giornalisti che desiderano scioperare l'11 giugno possono farlo anche se le sigle sindacali che li "rappresentano" non aderiscono. Lo sciopero è un diritto costituzionale e come tale è protetto. Pertanto è sufficiente comunicarlo per tempo alla segreteria di redazione.