Il Blog di un cittadino-cronista della Politica, dello Spettacolo e degli Artisti. Autore Musicale e Televisivo, conduttore di rubriche e programmi Tv
6 Novembre 2013
Leonardo Metalli shared Roberto Fico.'s status update.
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COSA HA DETTO OGGI IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI IL PRESIDENTE DELL'AGCOM CARDANI
--> Sulla Par Condicio: “è un insulto ai professionisti del giornalismo”
Il pluralismo dell’informazione è un tema su cui occorre veramente una profonda riflessione. Credo che il principio, così come si è delineato negli ultimi anni, vada totalmente rivisto. Per questo ho accolto con attenzione quanto dichiarato da Cardani in audizione. Il Presidente Agcom ha specificato: "La par condicio, così com'è, è uno strumento farraginoso ed è compito del Parlamento risolvere i problemi per uscire da questa trappola. Stiamo procedendo alla visione della normativa vigente e delle nostre delibere per poi fare le nostre proposte al Parlamento e, prima, alla Commissione #VigilanzaRai”.
Ok, quindi, garantire a tutte le forze politiche la visibilità delle proprie idee e posizioni. Ma credo con sincerità che ciò che serva a questo Paese non siano direttori di tg e giornalisti che organizzino i contenuti editoriali con il timer in mano. Vogliamo le notizie, vogliamo un’informazione degna dei maestri del giornalismo, che non si limiti a notificare al pubblico i comunicati dei politici. Ma per questo, serve un giornalismo distaccato dal potere di qualsiasi genere: via i partiti dalla #Rai.
--> Mise e Agcom indipendenti? Camminano come “due galeotti ammanettati che si inseguono l'un l'altro”
“Lo Stato, che si è sempre fidato poco dei suoi funzionari, fa controllare l'azione di uno da un altro, e questo fa sì che anche un'autorità come la nostra, definita indipendente, debba interagire con qualcun altro che, nel caso della Rai è il ministero dello Sviluppo economico”. Il risultato? Un’ “interazione che diminuisce l'indipendenza”.
Lo ha spiegato lo stesso Garante delle Comunicazioni, e implicitamente conferma quanto il #M5S ha scritto anche nel suo programma: vogliamo andare OLTRE l’organizzazione attuale dello Stato, che resta burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente!
--> La normativa sui sondaggi in tv “ricorda editti seicenteschi”
Ho voluto chiedere a Cardani chiarimenti sulle regole che riguardano la diffusione dei sondaggi nelle trasmissioni televisive. Norme dell’anteguerra, le ha definite, soprattutto con riferimento alla regolamentazione in periodo elettorale: 15 giorni prima delle consultazioni i sondaggi non possono infatti essere pubblicati. Una limitazione che fa riflettere sulla funzione stessa dell'indagine: strumento informativo o pericoloso mezzo che ha il potere di alterare in modo artificiale l’opinione pubblica?
Quanto alla loro affidabilità: sarebbe assicurata dal deposito presso uffici della Presidenza del Consiglio di tutte le informazioni sulle modalità di svolgimento, cosa che dovrebbe sgombrare il campo dalla paura di sondaggi manipolati o manipolabili. Ma i dubbi restano: “Dico dovrebbe –ha detto Cardani- perché immagino che la grande maggioranza di questi sondaggi sia corretta e che la Presidenza del Consiglio abbia gli strumenti per valutarli, anche se il dubbio è a volte giustificato". E se lo dice pure lui...
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